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30 novembre 2004

Gli armatori italiani che operano collegamenti con le isole minori sono sul piede di guerra

Sono pronti a fermare le proprie navi per richiamare l'attenzione sulle condizioni non competitive in cui operano

Gli armatori italiani che effettuano collegamenti con le isole minori lamentano di operare in condizioni non competitive. I rappresentanti di queste imprese di navigazione - ha reso noto oggi la Confederazione Italiana Armatori (Confitarma) - hanno manifestato al presidente di Confitarma, Giovanni Montanari, l'intenzione di effettuare alcune giornate di fermo delle loro navi per richiamare l'attenzione delle istituzioni e dell'intero Paese sulle condizioni non competitive in cui operano.

«È evidente - ha commentato Montanari - che essendo costrette a lavorare con onerosi vincoli alla propria competitività, presto le imprese di navigazione che svolgono traffico passeggeri per le isole minori saranno obbligate a chiudere e che dunque bisogna intervenire subito per risolvere tale questione».

Il presidente di Confitarma ha dissuaso gli armatori dal fermare le proprie navi in attesa di un imminente incontro con il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Mario Tassone, per chiarire la situazione.

«Percorreremo, come sempre, la strada del dialogo con le istituzioni», ha detto Montanari. «Se poi non si troverà una soluzione istituzionale - ha aggiunto - allora non sarà più possibile frenare le manifestazioni di protesta, mettendo a rischio il trasporto per le isole minori proprio in questo periodo di festività».







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