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3 novembre 2004

L'Europa è sempre più al centro dell'attenzione dell'industria crocieristica

Stamani si è svolto a Genova il Mediterranean Cruise Forum nell'ambito di Seatrade Med

Il mercato crocieristico europeo, e in particolare quello del Mediterraneo, è cresciuto rapidamente negli ultimi anni ed è destinato a svilupparsi ulteriormente in futuro. I relatori del Mediterranean Cruise Forum, la prima conferenza della quinta edizione di Seatrade Med Cruise & Ferry Convention che si è svolta stamani alla Fiera di Genova, sono stati concordi nel ribadire che l'industria crocieristica ha grandi possibilità di sviluppo in Europa. Pier Luigi Foschi, presidente e amministratore delegato di Costa Crociere (gruppo Carnival) nonché presidente dell'European Cruise Council (ECC), la nuova associazione che raggruppa le principali compagnie crocieristiche del mercato europeo (inforMARE FM del 15 aprile 2004), ha rilevato la notevole differenza che ancora separa l'industria crocieristica americana da quella europea: la prima attira il 6,2% dei 140 milioni di turisti d'oltreoceano, mentre in Europa solo l'1,4% dei 180 milioni di turisti sceglie le crociere. In Europa l'industria crocieristica può aumentare notevolmente la propria quota di mercato e per farlo - ha detto Foschi - è necessario «cambiare il concetto elitario della crociera, trasformandolo in concetto di vacanza in generale». Secondo le proiezioni di European Cruise Council - ha detto Foschi - i crocieristi europei saliranno dagli attuali 2.671.000 a 3.670.000 nel 2008 e a 4.870.000 unità nel 2014.

Il vecchio continente è sempre più al centro dell'attenzione dell'industria crocieristica: se nel 2000 - ha osservato l'analista del settore crocieristico Tony Peisley - la quota del mercato crocieristico dell'Europa, intesa come destinazione, era del 18,6% circa (di cui l'11,6% per il Mediterraneo e il 6,9% per il Nord Europa), nel 2004 questa percentuale è salita al 22,3% (di cui il 12,6% per il Mediterraneo e il 9,8% per il Nord Europa). «Due anni fa - ha ricordato Peisley - Micky Arison (presidente e CEO di Carnival, ndr) aveva detto che non avrebbe portato navi di Carnival Cruise Line in Europa, ora ha cambiato idea». Il prossimo anno, infatti, la nave da crociera Carnival Liberty sarà basata nel porto di Civitavecchia (inforMARE FM del 14 giugno 2004).
Quest'anno - ha aggiunto Peisley - nel Regno Unito sono state vendute più di un milione di crociere, 600mila in Germania, circa 400mila in Italia e 300mila in Spagna. Inoltre il mercato crocieristico europeo ha confermato la sua solidità assorbendo senza problemi le defezioni di Festival Crociere e di Royal Olympic Cruises.

Corrado Antonini, presidente di Fincantieri nonché presidente onorario della Community of European Shipyards' Associations (CESA) e presidente di Assonave, ha evidenziato come l'industria navalmeccanica europea abbia saputo prevedere e assecondare la crescita del mercato crocieristico. «Due anni fa - ha spiegato - Enrico Buschi (responsabile della direzione Navi da Crociera di Fincantieri, ndr) aveva detto che il mercato andava verso il concetto di una nave di caratteristiche mondiali. Considerando le navi che recentemente abbiamo messo sul mercato, bisogna dire che quella considerazione era corretta». Inoltre - ha aggiunto - i cantieri europei stanno già progettando le mega navi da crociera del futuro. Se Royal Caribbean ha in programma la costruzione di navi di classe Ultra Voyager di 160.000 tonnellate di stazza lorda (inforMARE FM del 16 giugno 2003), Carnival ha in mente la realizzazione di unità ancora più grandi, tra 180.000 e 200.000 tonnellate di stazza lorda (inforMARE FM del 23 settembre 2004).

Anche secondo quanto ha affermato David Dingle, managing director di Carnival UK, l'industria crocieristica ha ampi margini di crescita in Europa: «il prodotto interno lordo dell'Europea occidentale - ha spiegato - è il 60% di quello USA, ma gli europei spendono in turismo per una quota del Pil pari a quattro volte quella degli USA».

Euripides Gavrielides, amministratore delegato di Louis Cruise Lines, ha sottolineato le difficoltà attraversate dal mercato mediterraneo per l'instabilità politica che caratterizza la regione orientale e per gli elevati costi del fuel, ma ha anche rimarcato le prospettive positive offerte anche dalla possibilità di inserire nuove destinazioni, come quelle nordafricane, in particolare la Libia. Gavrielides ha anticipato che nella stagione 2005 la compagnia impiegherà la nave da crociera Aquamarine (ex Carousel), acquistata nei mesi scorsi da MyTravel, in crociere settimanali nel Mediterraneo occidentale tra Genova e Gibilterra.

Pur sottolineando anch'egli le potenzialità del mercato europeo, Patrick Ryan, managing director European Sales & Marketing di Royal Caribbean International e Celebrity Cruises e presidente della Passenger Shipping Association (PSA), si è dichiarato scettico in merito alla presenza di navi nel Mediterraneo durante tutto l'arco dell'anno: «per adesso - ha precisato - non vediamo prospettive per le crociere invernali nel Mediterraneo».

La Spagna costituisce il mercato crocieristico europeo in più rapida ascesa. Alfredo Serrano Chacón, general manager di Iberojet Cruceros, ha descritto le peculiarità del mercato spagnolo, che è caratterizzato - ha spiegato - «dall'età più bassa dei clienti e da una maggiore stagionalità»; inoltre i crocieristi spagnoli sono «più orientati sulle destinazioni, sono meno inclini a mescolarsi con altre nazionalità e sono meno formali». Secondo quanto rilevato dal gruppo Iberojet in un sondaggio nel quale il 12% degli intervistati non ha manifestato un'opinione, la scelta della crociera avviene per il 60% su suggerimento delle agenzie di viaggio, per il 16% in base ai messaggi pubblicitari, per il 9% sulla base della reputazione delle compagnie crocieristiche e per il 3% sulla base del prezzo della crociera. Serrano ha comunque sottolineato come i crocieristi europei siano soprattutto dei "new comers" e come sia difficile attrarre i "repeaters" con le poche navi a disposizione.
Iberojet ha iniziato ad operare nel settore crocieristico nel 2001 creando il marchio Spanish Cruise Line con i partner Trasmediterránea e Festival Crociere, ma nel 2004 - ha ricordato Serrano - ha deciso di continuare da sola come Iberojet Cruceros.

B.B.







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