inforMARE Fun Magazine
   22 novembre 2008 19.53 GMT+1   




28 novembre 2002

Festival Crociere vuole trasformare l'Italia meridionale nei Caraibi del Mediterraneo

La compagnia intende acquisire partecipazioni nei terminal passeggeri di Napoli, Civitavecchia e Bari ed ampliare il suo network di porti nel Mezzogiorno

Dopo aver più che raddoppiato quest'anno il numero di passeggeri italiani (inforMARE FM del 31 ottobre 2002), Festival Crociere si appresta ad incrementare del 50% la sua offerta di posti nell'Italia meridionale con il varo di progetto mirato alla valorizzazione del turismo nel Mezzogiorno e all'utilizzo intensivo delle strutture e dei servizi portuali.

Quest'anno, nel centro e sud Italia, il gruppo crocieristico ha portato le sue navi nei porti di Bari, Napoli, Messina, Palermo e Civitavecchia e in futuro intende incrementare l'offerta, inserendo altri scali, per sfruttare appieno la durata della stagione crocieristica, che in questa regione è particolarmente prolungata. «Per noi - ha confermato oggi il presidente di Festival Crociere, Giorgio Poulides - le destinazioni del Mezzogiorno italiano sono e diventeranno sempre più i Caraibi del Mediterraneo».

Il piano di Festival prevede un radicamento stabile della compagnia e dei suoi servizi in tutti i principali porti del sud, in particolare con l'acquisizione di quote di partecipazione nei terminal passeggeri di Napoli, Civitavecchia e Bari. Festival ha allo studio anche progetti mirati di valorizzazione ulteriore delle risorse artistiche , culturali e archeologiche del sud, sulla falsariga delle escursioni notturne a Pompei realizzate per la prima volta in questa stagione. E' inoltre già in fase di attuazione un progetto mirato a valorizzare a bordo delle navi la cultura mediterranea nelle sue molteplici espressioni, anche culinarie.

Festival ha ricordato che il suo radicamento nel Mezzogiorno sta già producendo consistenti ricadute: secondo recenti analisi e studi, ogni crocierista a terra contribuisce al commercio locale con una spesa di circa 50 euro. L'indotto diretto in servizi portuali generato dalle navi Festival - ha precisato la compagnia - è quantificabile in circa 20mila giornate-uomo, senza considerare le forniture di bordo, i servizi turistici e le ricadute sulla ristorazione e il commercio.







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