Fallisce il tentativo della Carnival di scardinare l'accordo
di fusione tra P&O Princess e Royal Caribbean
Il cda della compagnia britannica respinge l'offerta di fusione
di 3,1 miliardi di sterline avanzata dal gruppo statunitense
Sfuma in un week-end una delle più rilevanti concentrazioni
del settore armatoriale. La compagnia P&O Princess Cruises,
che è in procinto di fondersi con la Royal Caribbean (inforMARE
FM
del 20 novembre
2001), ha infatti respinto ieri un'offerta
di fusione con la Carnival Corporation, che è attualmente
il gruppo crocieristico leader del mercato, ma che scenderà
al secondo posto della graduatoria mondiale quando l'integrazione
tra le due società concorrenti verrà portata a termine.
Il tentativo della Carnival di scardinare l'accordo della compagnia
britannica con la Royal Caribbean è stato bocciato
dal consiglio di amministrazione della P&O Princess Cruises:
il cda - ha reso noto la compagnia britannica - ha valutato che
l'operazione di fusione con la Royal Caribbean «rimane l'alternativa
più attraente per gli azionisti della P&O Princess»
e ritiene «che la proposta di Carnival non sia finanziariamente
favorevole per gli azionisti della P&O Princess e che sarebbe
ad elevato rischio d'esecuzione rispetto alla transazione con
la Royal Caribbean».
Secondo il Board della P&O Princess, un accordo con la Carnival
avrebbe inoltre maggiori possibilità di essere bocciato
dalle autorità statunitensi ed europee.
L'offerta di Carnival per ogni azione della P&O Princess è
di 200 pence in contanti e di 0,1361 azioni Carnival. Sulla base
del valore di un'azione Carnival di 26,55 dollari (prezzo di chiusura
del 12 dicembre) e con un valore del cambio di un dollaro per
0,692 sterline - ha specificato P&O Princess - l'offerta di
Carnival ammonta a 450 pence per ogni azione della P&O Princess
e l'intera offerta ha un valore complessivo di 3,1 miliardi di
sterline.
La proposta prevede che parte dell'offerta in contanti sia finanziata
sia con le attuali risorse della Carnival che attraverso nuovi
finanziamenti. L'ottenimento di questi finanziamenti è
una condizione preliminare per il buon esito della trattativa.
«La nostra risposta alla Carnival - ha commentato il chief
executive officer della P&O Princess Cruises, Peter Ratcliffe
- è basata su due chiari criteri: valore per gli azionisti
e possibilità di successo. La loro proposta è deficitaria
su entrambi i fronti. Attraverso la nostra integrazione con la
Royal Caribbean i nostri azionisti otterranno consistenti benefici
dalla creazione di un competitore mondiale concorrente della Carnival».
«La nostra replica alla Carnival - ha confermato il presidente
della P&O Princess, Lord Sterling - riconosce semplicemente
che la loro proposta non dà lo stesso valore ai nostri
azionisti».
Differente ovviamente il parere di Micky Arison, presidente e
CEO della Carnival, secondo il quale la proposta «è
chiaramente molto più favorevole per gli azionisti della
P&O Princess rispetto all'accordo con la Royal Caribbean ».
«Stiamo offrendo un consistente sovrappremio - ha detto Arison
- e siamo partner molto più forti per la P&O Princess,
sia finanziariamente che operativamente».
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