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   4 dicembre 2008 05.45 GMT+1   




17 dicembre 2001

Fallisce il tentativo della Carnival di scardinare l'accordo di fusione tra P&O Princess e Royal Caribbean

Il cda della compagnia britannica respinge l'offerta di fusione di 3,1 miliardi di sterline avanzata dal gruppo statunitense

Sfuma in un week-end una delle più rilevanti concentrazioni del settore armatoriale. La compagnia P&O Princess Cruises, che è in procinto di fondersi con la Royal Caribbean (inforMARE FM del 20 novembre 2001), ha infatti respinto ieri un'offerta di fusione con la Carnival Corporation, che è attualmente il gruppo crocieristico leader del mercato, ma che scenderà al secondo posto della graduatoria mondiale quando l'integrazione tra le due società concorrenti verrà portata a termine.

Il tentativo della Carnival di scardinare l'accordo della compagnia britannica con la Royal Caribbean è stato bocciato dal consiglio di amministrazione della P&O Princess Cruises: il cda - ha reso noto la compagnia britannica - ha valutato che l'operazione di fusione con la Royal Caribbean «rimane l'alternativa più attraente per gli azionisti della P&O Princess» e ritiene «che la proposta di Carnival non sia finanziariamente favorevole per gli azionisti della P&O Princess e che sarebbe ad elevato rischio d'esecuzione rispetto alla transazione con la Royal Caribbean».
Secondo il Board della P&O Princess, un accordo con la Carnival avrebbe inoltre maggiori possibilità di essere bocciato dalle autorità statunitensi ed europee.

L'offerta di Carnival per ogni azione della P&O Princess è di 200 pence in contanti e di 0,1361 azioni Carnival. Sulla base del valore di un'azione Carnival di 26,55 dollari (prezzo di chiusura del 12 dicembre) e con un valore del cambio di un dollaro per 0,692 sterline - ha specificato P&O Princess - l'offerta di Carnival ammonta a 450 pence per ogni azione della P&O Princess e l'intera offerta ha un valore complessivo di 3,1 miliardi di sterline.
La proposta prevede che parte dell'offerta in contanti sia finanziata sia con le attuali risorse della Carnival che attraverso nuovi finanziamenti. L'ottenimento di questi finanziamenti è una condizione preliminare per il buon esito della trattativa.

«La nostra risposta alla Carnival - ha commentato il chief executive officer della P&O Princess Cruises, Peter Ratcliffe - è basata su due chiari criteri: valore per gli azionisti e possibilità di successo. La loro proposta è deficitaria su entrambi i fronti. Attraverso la nostra integrazione con la Royal Caribbean i nostri azionisti otterranno consistenti benefici dalla creazione di un competitore mondiale concorrente della Carnival».
«La nostra replica alla Carnival - ha confermato il presidente della P&O Princess, Lord Sterling - riconosce semplicemente che la loro proposta non dà lo stesso valore ai nostri azionisti».

Differente ovviamente il parere di Micky Arison, presidente e CEO della Carnival, secondo il quale la proposta «è chiaramente molto più favorevole per gli azionisti della P&O Princess rispetto all'accordo con la Royal Caribbean ». «Stiamo offrendo un consistente sovrappremio - ha detto Arison - e siamo partner molto più forti per la P&O Princess, sia finanziariamente che operativamente».




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