Anche Star Cruises vara un programma di controllo dei costi
Nel terzo trimestre ha realizzato un utile netto di 39,6 milioni
di dollari su ricavi di 379,8 milioni di dollari
Nel terzo trimestre 2001 il gruppo crocieristico asiatico Star
Cruises ha totalizzato un giro d'affari inferiore a quello dello
stesso periodo dello scorso anno, ma ha incrementato l'utile.
I ricavi del periodo luglio-settembre si sono infatti attestati
a 379,8 milioni di dollari, contro 428,9 milioni di dollari nel
2000, mentre l'utile netto è stato di 39,6 milioni contro
21,6 milioni di dollari. I risultati comprendono quelli della
filiale Norwegian Cruise Line (NCL).
Nei primi nove mesi di quest'anno l'utile netto è ammontato
a 48,9 milioni di dollari su un giro d'affari di 1.046,4 milioni
di dollari, contro rispettivamente 25,3 milioni e 981,4 milioni
nel corrispondente periodo del 2000, risultati questi ultimi che
però comprendono solo parzialmente quelli della NCL, acquisita
nel febbraio 2000.
Star Cruises ha programmato una serie di misure per contrastare
gli effetti negativi del rallentamento dell'economia internazionale
e degli attacchi terroristici negli USA dello scorso settembre.
Tali misure comprendono tra l'altro la focalizzazione dell'attività
sui mercati di Singapore, Hong Kong e del Nord America e la riorganizzazione
- già annunciata - delle crociere in Giappone basata sulla
sola formula fly cruise.
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