C'è ancora molta la strada da fare per ridurre l'impatto
ambientale dell'industria crocieristica
Jack Polderman (gruppo Lloyd's Register) ha sottolineato la
carenza di normative internazionali ad hoc
Intervenendo recentemente alla conferenza di Seatrade Europe,
il senior vice president di Lloyd's Register Americas Inc., Jack
Polderman, ha posto l'attenzione sulle misure che l'industria
crocieristica ha assunto per minimizzare l'impatto ambientale
e l'inquinamento prodotto dalle navi da crociera. Un tema particolarmente
sentito negli Stati Uniti e in particolare in Alaska, dove le
autorità locali - impegnate nel rendere più restrittive
le leggi ambientali - accusano le unità da crociera di
provocare un impatto dannoso sul fragile ecosistema dello Stato
americano.
Polderman ha spiegato che l'industria crocieristica ha fatto passi
avanti nel ridurre il livello di inquinamento provocato dalle
proprie flotte e che la Celebrity Cruises, ad esempio, è
stata la prima compagnia ad adeguarsi al programma Environmental
Protection Rules del Lloyd's Register's.
C'è però ancora molta strada da fare, soprattutto
per adeguare le normative internazionali. Molti aspetti della
Marpol - ha ricordato Polderman - sono rivolti alla prevenzione
dell'inquinamento ambientale, ma solo alcuni sono stati ratificati
dal necessario numero di Stati. La carenza di leggi internazionali
ha determinato la creazione di normative locali. Gli Stati Uniti
sono all'avanguardia: in Alaska una legislazione restrittiva è
stata varata all'inizio di quest'anno; anche la California, la
Florida e lo Stato di Washington hanno severe normative ambientali.
«Il lavoro fatto sinora - ha concluso Polderman - è
notevole e costituisce un significativo progresso rispetto ai
precedenti standard di cinque anni fa, ma c'è ancora molto
da fare».
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