La nuova legge greca sulla liberalizzazione del trasporto marittimo
di cabotaggio non penalizzerà gli armatori nazionali
Lo ha detto il ministro Christos Papoutsis, affermando che
la nuova normativa non trasformerà il mercato marittimo
greco in una giungla
Il ministro greco della Marina Mercantile, Christos Papoutsis,
ha tranquillizzato gli armatori nazionali sugli effetti della
legge di liberalizzazione del trasporto marittimo di cabotaggio
approvata dal Parlamento di Atene nei giorni scorsi, affermando
che non saranno negativi come loro temono. Il presidente della
Union of Greek Shipowners, Stelios Zambetakis, aveva infatti preannunciato
come inevitabile il cambio di bandiera delle navi nazionali impegnate
nei collegamenti Grecia - Italia, ma anche in altri servizi in
mercati esteri, tra cui quelli in esercizio e in progetto nel
Mar Baltico e nell'Europa settentrionale, se la normativa fosse
stata adottata.
Papoutsis ha detto che il mercato marittimo greco non sarà
trasformato in una giungla e che la nuova legge adegua semplicemente
la normativa nazionale a quella dell'Unione Europea, anticipando
la data di liberalizzazione del cabotaggio greco al 1° novembre
2002, mentre Bruxelles aveva concesso una proroga alla Grecia
fino al 1° gennaio 2004. La nuova legge introduce tra l'altro
la privatizzazione dei dieci principali porti del Paese, l'istituzione
di un'autorità incaricata di garantire condizioni di equa
competitività nel mercato cabotiero nazionale e il limite
di 30 anni di età per le navi passeggeri che operano nel
cabotaggio greco a partire dal 2008.
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