Nel gennaio 2003 verranno regolamentate negli Stati Uniti le
emissioni delle navi da crociera e da carico
Nell'aprile 2002 l'Environmental Protection Agency pubblicherà
una proposta normativa
L'ente governativo statunitense Environmental Protection Agency
(EPA) si è impegnato a definire i livelli consentiti di
emissione di gas di combustione per le grandi navi, come le petroliere,
le unità da crociera e quelle da carico. Lo ha affermato
l'organizzazione ambientalista Bluewater Network, rivelando che
venerdì scorso l'EPA ha raggiunto un accordo in tal senso,
che mette fine all'azione legale intrapresa dall'Earthjustice
Legal Defense Fund per conto della stessa Bluewater Network per
spingere l'EPA a definire limiti di emissione degli ossidi d'azoto.
Secondo l'organizzazione ambientalista le emissioni prodotte dalle
più grandi navi del mondo rappresentano il
14% delle emissioni totali di ossidi d'azoto e il 15% di quelle
di biossido di zolfo. Nel suo rapporto "A Stacked Deck"
Air Pollution from Large Ships", Bluewater Network ha accusato
le navi di grandi dimensioni di essere le maggiori fonti inquinanti
nel settore del trasporto e come tali di mettere in pericolo la
salute dei marittimi, dei lavoratori portuali e degli abitanti
delle aree portuali. L'organizzazione ha ricordato in merito un
dato reso noto dall'EPA, che ha quantificato in 273mila tonnellate
all'anno (748 tonnellate al giorno) l'emissione di ossidi d'azoto
prodotta dalle grandi navi negli Stati Uniti.
«Le petroliere e le navi da carico - ha affermato il direttore
di Bluewater Network, Russell Long - sono i maggiori responsabili
del rialzo termico, dello smog e delle emissioni tossiche sia
nei porti che in mare. E' assurdo che l'EPA abbia calato la scure
su ogni tipo di veicolo e industria, ma che i più grandi
inquinatori nel mondo ne siano usciti impuniti».
Commentando l'accordo, l'avvocato dell' Earthjustice Legal Defense
Fund, Martin Wagner, ha detto che «questa risoluzione è
una vittoria per l'aria pulita nelle città statunitensi
e nel mondo. L'EPA ha ricordato che deve osservare le leggi, e
questo accordo farà in modo che l'agenzia definisca dei
livelli che possano assicurare la salute e la pulizia dell'ambiente,
invece dei livelli al minimo comun denominatore sostenuti con
miopia dall'industria marittima».
Sottolineando inoltre le previsioni che indicano una triplicazione
del trasporto marittimo entro il 2020, Bluewater Network ha spiegato
che l'EPA si è astenuta dal determinare il livello massimo
di emissione dei motori delle grandi navi adducendo a sua discolpa
il fatto che la riduzione delle emissioni di ossido d'azoto è
regolata internazionalmente dalla convenzione MARPOL. Convenzione
che però secondo l'organizzazione ambientalista non determinerà
un minor grado di inquinamento essendo stata ratificata sinora
da tre nazioni, che insieme rappresentano solo il 9% del mondo
marittimo, mentre la convenzione deve essere ratificata dalle
nazioni che insieme costituiscono almeno il 50% dello shipping
internazionale. Inoltre, nonostante gli Stati Uniti abbiano sottoscritto
il documento, l'amministrazione Clinton non ha mai chiesto al
Senato di ratificarlo.
In base all'accordo siglato venerdì scorso l'EPA sottoporrà
periodicamente alla Bluewater Network dei rapporti sullo stato
di avanzamento dei lavori per definire i livelli massimi di emissioni
dei motori della "categoria 3", che comprende la gran
parte dei propulsori delle grandi navi. Il primo rapporto sarà
reso noto nel prossimo febbraio. Nell'aprile 2002 l' Environmental
Protection Agency pubblicherà una proposta di regolamentazione
che dovrà essere adottata nel gennaio 2003.
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